Il ritiro dal commercio della Ranitidina: 8 domande e 8 risposte utili

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22 settembre 2019

L’Agenzia Italiana del Farmaco (AIFA) ha disposto il ritiro dalle farmacie e dalla catena distributiva di tutti i lotti di medicinali contenenti il principio attivo ranitidina prodotto presso l’officina farmaceutica Saraca Laboratoires LTD – India.

  1. Perché sono state ritirate dal commercio alcune confezioni di farmaci contenenti come principio attivo la ranitidina? Il motivo come detto nel comunicato dell’AIFA è la presenza, in alcuni di questi lotti, di un’impurezza denominata N-nitrosodimetilammina (NDMA) appartenente alla classe delle nitrosammine, già rilevata nel 2018 in una classe di farmaci anti-ipertensivi (sartani). La NDMA è classificata come sostanza probabilmente cancerogena per l’uomo dall’Agenzia internazionale per la ricerca sul cancro (IARC) dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) sulla base di studi condotti su animali.
  2. Quali sono in particolare le confezioni con il principio attivo prodotto dalla Saraca Laboratories? Hexal, Ratiopharm, Mylan, Zantac, Aurobindo
  3. L’Aifa ha disposto il divieto d’uso per tutte le altre confezioni prodotte perché? Sempre l’AIFA ci ha informato: di avere a scopo precauzionale disposto il divieto di utilizzo di tutti i lotti commercializzati in Italia di medicinali contenenti ranitidina prodotta da altre officine farmaceutiche diverse da Saraca Laboratoires LTD, in attesa che vengano analizzati.
  4. A cosa serve la ranitidina? E’ utilizzata nel trattamento dell’ulcera, del reflusso gastroesofageo, del bruciore di stomaco e di altre condizioni in cui lo stomaco produce quantità eccesive di acido. In Italia si trova sia come medicinale soggetto a prescrizione medica, sia come medicinale di automedicazione, in forma di compresse, sciroppi o soluzioni iniettabili per uso endovenoso.
  5. Cosa devono fare i pazienti che utilizzano la ranitidina? Ecco ciò che raccomanda L’AIFA: Se sei in trattamento con un medicinale a base di ranitidina che ti è stato prescritto dal tuo medico, non sospendere il trattamento, ma consulta il medico il prima possibile. Potrai concordare con lui un trattamento alternativo (un altro medicinale diverso da ranitidina, indicato nel trattamento delle condizioni in cui lo stomaco produce quantità eccessiva di acido).
  6. Perché non è necessario sospendere il trattamento immediatamente? Perché non si attende un rischio acuto per il paziente che abbia già assunto medicinali contenenti ranitidina. Le autorità sanitarie in questi casi operano secondo il principio di precauzione, che prevede di ridurre al minimo i rischi per il paziente, limitando l’esposizione alla sostanza potenzialmente dannosa.
  7. Cosa è esattamente questa sostanza denominata NDMA e dove è presente? E’ una sostanza chimica organica che si genera come sottoprodotto di numerosi processi industriali. È inoltre presente a livelli molto bassi nelle forniture d’acqua e in alcuni alimenti, in particolare quelli cotti, affumicati o stagionati. Quando ingerita in quantità molto basse non sono previsti danni per l’organismo.
  8. Cosa devo fare se utilizzo un farmaco di automedicazione contenente la ranitidina? Consulta il tuo medico o il tuo farmacista che ti potranno consigliare un farmaco alternativo. I nomi commerciali della ranitidina sono anche Buscopan antiacido, Ranidil, Zantac.

a cura di Giuseppe Patti

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